
Il testo Novecento di Alessandro Baricco è un monologo teatrale breve ma molto denso, e racconta una storia quasi leggendaria.
La leggenda del pianista sull’oceano è un film del 1998 scritto e diretto da Giuseppe Tornatore, adattamento del monologo teatrale Novecento di Alessandro Baricco
Il protagonista è Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, un pianista straordinario che vive tutta la sua vita a bordo del transatlantico Virginian. La particolarità è questa: Novecento non scende mai dalla nave.
Viene trovato da neonato nel 1900 e cresce completamente isolato dal mondo terrestre. Senza mai mettere piede a terra, sviluppa un talento incredibile per il pianoforte, diventando un musicista prodigioso capace di “suonare l’infinito”, cioè di trasformare in musica tutto ciò che immagina delle persone e del mondo che non ha mai visto direttamente.
Il punto centrale del testo non è solo la sua abilità musicale, ma la sua scelta esistenziale:
- il mare come unico orizzonte
- la nave come universo chiuso e perfetto
- la paura (e il rifiuto) di affrontare l’infinito del mondo reale
Ho visto prima il film ispirato a Novecento e l’ho trovato subito molto coinvolgente: una storia intensa, con una regia e un’atmosfera che riescono a rendere perfettamente il fascino del personaggio e del suo mondo.
Solo dopo ho deciso di comprare il libro. L’ho trovato altrettanto piacevole, ma ho dovuto “dosare” la lettura: è breve, scorrevole, e in realtà si potrebbe finire in poche ore senza difficoltà, proprio perché la scrittura è essenziale ma molto efficace.
Nel complesso entrambe le versioni mi sono piaciute, ma il film resta per me più potente e suggestivo. In ogni caso, consiglio sicuramente di vederlo.