
Il romanzo è narrato in prima persona da Tōru Watanabe e si sviluppa come un lungo flashback. Durante un volo diretto ad Amburgo, Watanabe ascolta Norwegian Wood dei Beatles e, colpito dalla canzone, torna con la memoria a diciotto anni prima, ripercorrendo gli eventi che hanno segnato profondamente la sua giovinezza.
Il ricordo più importante è legato a Naoko, un tempo fidanzata di Kizuki, l’unico e più caro amico di Watanabe, morto suicida pochi mesi prima. Il rapporto con Naoko diventa così il punto di partenza per raccontare gli anni universitari trascorsi a Tokyo, tra la vita in dormitorio, nuove amicizie e relazioni sentimentali.
Watanabe stringe amicizia con Nagasawa, uno studente brillante ma cinico e anticonformista, e si innamora sempre più di Naoko. Il loro legame, tuttavia, è segnato dal trauma della morte di Kizuki e dalla fragilità psicologica di Naoko, che in seguito viene ricoverata in un istituto psichiatrico.
Parallelamente, Watanabe conosce Midori, una compagna di università vivace e indipendente, anche lei segnata da dolorose vicende familiari. Tra i sentimenti per Naoko e l’affetto crescente per Midori, il protagonista si trova diviso tra due modi diversi di vivere l’amore, il dolore e il futuro.
Attraverso esperienze di amore, perdita, solitudine e crescita, Watanabe arriva gradualmente a comprendere che la morte non rappresenta semplicemente l’opposto della vita, ma ne costituisce una parte inseparabile. Il ricordo del passato diventa così un percorso doloroso di maturazione e di consapevolezza.
